Dal paludé alla deliziosa dizi

Nella visita al giardino che ospita la tomba del poeta Sa’di, a Shiraz, facciamo la conoscenza con una specie di gelato del quale cerchiamo subito di conoscere il nome… per non correre il rischio di prenderlo ancora (nonostante qualcuno di noi se ne dichiari estimatore): è il paludé, fatto di “capelli” di riso a bagno nella Seven Up (questa è la fantasiosa definizione di Cristina, più probabilmente si tratta di acqua di rose con limone).

È comunque l’unica delusione della cucina iraniana della quale, insieme a kebab di tutti i tipi, abbiamo gustato la deliziosa dizi (una zuppa di legumi e montone servita in una maniera alquanto elaborata) e il fesenjan (pollo con succo di melograno, noci, melanzane e cardamomo) che si apprezza solo se se ne dosa con parsimonia la salsa.

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