Zurkhané, la casa della forza

Grazie alla determinazione di Marisa e Cristina, a Yazd assistiamo a uno spettacolo unico. Nel corso della giornata le nostre compagne di viaggio avevano manifestato l’interesse ad assistere a una sessione di Zurkhané e la sera le abbiamo seguite senza eccessivo entusiasmo, pregustando forse più l’ora di riposo che ci attendeva nella fresca palestra che lo spettacolo vero e proprio.

Siamo invece rimasti ipnotizzati dagli esercizi della quindicina di atleti (di tutte le età) che, al ritmo di un tamburo e con il sottofondo di canzoni epiche o poesie di Hafez, compiono decine di flessioni, piegamenti, danze rituali e vorticose giravolte.
Lo spettacolo è sorprendente e il pubblico sempre più coinvolto nel ritmo crescente, pubblico che, ancora una volta, smentisce la Lonely Planet: assistono allo spettacolo diverse donne iraniane e noi non ci troviamo a subire alcuna “attenzione” maschile (come paventa la guida) se non la solita, inevitabile curiosità (vero è che il risultato dei nostri tentativi di adeguarci all’abbigliamento islamico è a prova di qualsiasi tentazione).

 

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