Le gher: calde e accoglienti

Fatta di legno, feltro, pelli, corde di crine e metallo, la gher si monta e si smonta in meno di un’ora.

Calda in inverno e fresca in estate, è l’abitazione tradizionale delle popolazioni della Mongolia, tanto che, tutt’oggi, un terzo degli abitanti della stessa capitale la preferisce alle abitazioni in muratura (e non c’è molto da stupirsi vedendo queste ultime).

Dalla dimensione di 20 metri quadrati, la gher (yurta per i popoli russi) è antichissima, menzionata addirittura da Erodoto.

La grata circolare (hana) in legno di salice è la parete ed è il punto d’appoggio per i pali di sostegno (uni), riuniti alla sommità della tenda in una calotta (toono) da cui fuoriesce il tubo-camino della stufa interna. La struttura è sorretta all’interno da due colonne a T (bagana) in legno riccamente intarsiato.

La struttura viene quindi “foderata” da feltro e pelli impermeabili che proteggono l’interno dalle intemperie. Il pavimento in terra battuta è ricoperto da feltro e spessi tappeti.

L’arredamento interno comprende tavolo, molto basso, e sgabelli, la stufa-cucina, una o più cassapanche per abiti e suppellettili vari. Per dormire possono esserci letti veri e propri o materassi ammassati su un lato che poi vengono stesi per la notte.

Tradizionalmente l’entrata e la permanenza nella gher segue complicati riti domestici, ma quello che proprio non si può fare è entrarvi con le scarpe ai piedi che vanno rigorosamente lasciate all’ingresso.

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