Uomini e fantasmi

La condizione delle donne nello Yemen è un pugno allo stomaco. Le vedi lavorare nei campi, portare fagotti enormi sulla testa, pulire i marciapiedi polverosi davanti alle case, ma non hanno le sembianze di donne: sono neri fantasmi che si aggirano silenziosi. Al contrario degli uomini che esibiscono coltelli e kalashnikov e passano il tempo intontendosi di qat.

UOMINI. Per buona parte della popolazione maschile la principale attività è la masticazione del qat, accompagnata dall’esibizione dell’inseparabile coltello e, molto spesso, di un kalashnikov portato a tracolla quasi fosse la borsa di un computer. Si “riposano” con una specie di backgammon in piazza…

FANTASMI. Nell’alba lunare di Shaharah, il primo incontro ravvicinato con le donne yemenite: neri e inavvicinabili fantasmi. Ogni comunicazione è impossibile e, tragicamente, dopo qualche giorno tutto questo pare assolutamente normale, ma per fortuna non fino in fondo Arrivati a Mukhalla andiamo al mercato locale che non ha nulla di turistico e quindi, contrariamente ad altri, è pieno di donne. È impressionante. Alcune, quando le guardo, si tirano il velo anche sugli occhi; di tutte quelle di cui io cerco di intercettare lo sguardo, solo una mi dice un timido “bonjour”; le sorrido, è solo un rapido incrocio di sguardi; lei si volta e io continuo a sorriderle e mi immagino che lo faccia anche lei.

Nel Global Gender Gap Raport 2018 del World Economic Forum, la condizione della donna nello Yemen è stata considerata la peggiore nel mondo (come nei report precedenti) sulla base dell’analisi che misura le differenze di genere in quattro aree specifiche della quotidianità: opportunità professionali e partecipazione alla vita economica; livello di istruzione; salute e aspettativa di vita; partecipazione alla vita politica.

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