Québec: parchi e casette, casette e parchi… qualche balena

Parchi molto curati, casette ben sistemate (del resto… c’è anche la canzone una casetta in Canadà!), tutto carino ma niente più che “carino”. Insomma sono contenta di esserci andata, ma non mi ha entusiasmato anche se il San Lorenzo è maestoso, Quebec City pittoresca (seppure… sembra di essere in Bretagna o in Normandia ma non con il loro fascino) e Toronto abbacinante.
6 – 20 agosto 2011

Usciamo da casa alle 6.15 per prendere il volo da Venezia a Roma dove abbiamo l’appuntamento con una parte del gruppo: Mauro e Claudia con i figli Ilaria, Davide e Arianna; Massimo e Silvia con Lorenzo. Direttamente a Montreal ci incontreremo con Paola e i figli Lorenzo e Stefano e con Roberto ed Enrica e il figlio Alessandro.

DA MONTREAL A QUEBÈC CITY

Arrivati in aeroporto a Montreal ritiriamo le auto e arriviamo senza difficoltà in albergo (per forza… c’è il navigatore) dove ci ricongiungiamo, appunto, con chi è arrivato con altri voli e siamo al completo: in 17 con 8 ragazzi/e di età variabile dai 9 ai 14 anni. Brrrr chissà che vacanza sarà! Cena nella pizzeria di fronte all’albergo (30 $ canadesi a testa circa per pizza e coca).

Montreal…c’è di meglio

Alle 9 partenza per visita di Montreal. La città non sembra un granché, l’unica cosa degna di nota è il Biodome, un’area dove sono stati ricostruiti quattro ambienti naturali con le rispettive flora e fauna (foresta tropicale, foresta laurenziana, ecosistema marino del St Lawrence e mondo polare) e, sempre nella zona, salita alla torre pendente più alta del mondo.

In questo momento gli altri sono andati al rettilario, che a me non interessa granché, e quindi io me ne sto qui bella tranquilla ad aspettarli, al sole, scrivendo, fumando e sgranocchiando porcherie. Fa  un bel caldo, umido purtroppo.
Siamo arrivati qui in metrò quindi dobbiamo andare a recuperare le auto (non è stata una bella idea dato che il Biodome è sulla strada per Quebèc City), comunque alle 17 partiamo per arrivare a Quebèc City verso le 20.30.

Il cambio della guardia a Quebec City

Il percorso è piuttosto noioso (260 km di autostrada tra gli alberi, con limite di velocità tra 90 e 110). Arrivati in città trovare l’ostello non è stato semplice perché è nei pressi della zona pedonale e le indicazioni stradali non sono chiarissime.

L’ostello è un … ostello: camere da 6 con letti a castello.

L’indomani per prima cosa cambio della guardia (4,2$): coreografico ma un po’ lunghetto…anzi decisamente lungo! Anche la capra mascotte del reggimento, secondo me, non ne poteva più e infatti ha lasciato un bel ricordino nella piazza d’armi.
Fa freschino.

Gradevole cittadina, sembra di essere nella Francia del Nord, curioso l’albergo Chateau Frontenac. Ci siamo sparpagliati e ognuno ha girato per conto proprio, con Simone e Giampiero ci siamo fermati a pranzare in una crèpérie  (crèpe e bibita circa 23$ can) con un “ragazzo” che suonava vari pezzi della nostra generazione. Piacevole la passeggiata nella zona sotto il Frontenac: un paio di viuzze con negozi, pasticcerie e locali dalle insegne fantasiose.

Quindi ci si ricongiunge con gli altri per muoverci verso il San Lorenzo.

Bella la strada che porta a Baie St. Catherine. Si arriva a 700m in un alternarsi di sali-scendi, con microscopici laghetti “alpini” tutti con casette di legno d’ordinanza e pontile.
Sono circa 200 km ma ci mettiamo quasi 4 ore perché siamo molto lenti, molto molto ligi alle limitazioni di velocità. Arriviamo al motel, dove poi ceneremo, alle 19.30.

 

Montreal

 

 

SUL FIUME-MARE SAN LORENZO

Stamattina sveglia alle 7 e colazione in un bar poco distante… luculliana.

Giampiero passa la mattina in “sbattimenti” per idrovolante, orsi e giro balene; noi ce ne andiamo a spasso per Toudussac che è sul St. Lorenzo: il fiume sembra un mare (non sono molto originale) ma è nuvolo, il cielo è grigio e non ci possiamo godere granché di panorama.

La sovralimentazione dei pargoli

Finite le commissioni, spesa compresa, ci muoviamo verso la fattoria Sacre Coeur, dove staremo due notti, pranzo su un tavolino in mezzo al prato in un’apoteosi di cibarie occidentali (dalle patatine ai salumi e formaggi vari, scatolette, succhi…) che non mi pare neanche di essere in vacanza. Mi sembra di intuire che una delle preoccupazioni principali dei genitori compagni di viaggio sia l’alimentazione dei “pargoli”. Il posto dove alloggiamo è una vera e propria fattoria con molto spazio e animali di vario tipo.

Nel pomeriggio prendiamo i gommoni per vedere le balene, decisamente emozionante, ne vediamo decine: una viene dritta verso di noi e si inabissa a pochi metri dal gommone, passandoci sotto. Vediamo anche un paio di beluga (delfini bianchi).


DAL FIORDO SAGUENAY A RIMOUSKY

Ci siamo svegliati con un tempo pessimo, grigio e umido.

Passiamo la mattinata alla fattoria dove vediamo vari animali: cervi (compresi un paio di cervi, Viginie, credo, autoctoni del Canada), lupi bianchi (bellissimi), husky, gufi, emu e chi più ne ha più ne metta.

Escursione nel fiordo Saguenay

Andiamo poi in escursione nel fiordo Saguenay dove facciamo una bella passeggiata fino a un punto di osservazione sul fiordo dove vediamo (moooolto lontano) alcuni beluga.

Nella boscaglia avvistiamo anche una coppia di alci.

In macchina arriviamo poi a Sainte rose du Nord, bel punto di osservazione su una collina da cui si gode il panorama di tutto il fiordo.
Ritorno per le 20 alla fattoria e cena, ottima.

Nel gruppo c’è un po’ di maretta… devo dire che le mamme danno il peggio di se stesse!

Le foche nel paesaggio lunare di Cape Caribu

Anche oggi tempo uggioso, pioggerella a tratti, cielo coperto, nuvole basse e quindi niente idrovolante sul fiordo. Riprendiamo la strada verso la foce del San Lorenzo e ci fermiamo in un posto di avvistamento balene (ma io non ne vedo), Cap de bon Desir, con annesso centro informativo.

Alle 13,30 attraversiamo il S.Lorenzo a Les Escoumins e sbarchiamo a Trois-Pistoles.
La pioggia è ormai torrenziale per cui tralasciamo la visita del parco Bic.

Andiamo Rimousky 30 km più a nord, troviamo il motel, scarichiamo le macchine, poi il tempo migliora e rifacciamo i 30 km a ritroso per il parco, più che altro lo attraversiamo con le auto, fino a Cap Caribou dove con una breve camminata riusciamo ad arrivare abbastanza vicino a delle foche. Il paesaggio è lunare, bassa marea, con le foche che stazionano sugli scogli, spostandosi a balzelli. Ottima mangiata di pesce e crostacei a Rimousky.

Colazione con vista mare nel prato del motel poi andiamo al canyon Portes de l’Enfer, attraversiamo un lungo ponte sospeso e ci inoltriamo nel parco. Il tempo è veramente infame, per fortuna dopo un po’ la pioggia si riduce fino a terminare definitivamente. Pranzo al sacco, sempre con una straordinaria sovrabbondanza di cibo, davvero esagerata.

Dalle statue di M.Gagnon al castello delle fiabe

Riprendiamo la strada costiera, ci fermiamo a S. Flavie per una rapida visita al centro d’arte M.Gagnon segnalato per le sculture che emergono dall’acqua, tappa successiva i bei giardini di Metis.

Quindi ci muoviamo perso Ponte à la Garde percorrendo una strada che costeggia laghetti e boschi. Arriviamo allo Chateau de Baie, un castello incantato parecchio disneyano, ma simpatico e comunque Giampiero ed io ci ritroviamo in una microscopica stanzetta illuminata dalla luna.

SULL’ISOLA DI BONAVENTURA E NEL PARCO FORILLON

Partenza alle 9 ed arrivo a Percè alle 13.30 per l’imbarco per l’isola di Bonaventura. Bella strada che costeggia il golfo sull’Atlantico che forma la penisola della Gaspesie.

Bella l’attraversata in mare con la circumnavigazione dello scoglio che contraddistingue questa zona, ma soprattutto la salita alla sommità dell’isola, un’ora circa di camminata, ripagata dalla vista di una sterminata colonia di sule. Il rumore è pazzesco. Rientro e l’ostello dove ci fermiamo non è niente male, anche stasera ottima cena di pesce.

Partenza alle 9, alle 11,15 siamo al parco Forillon, dopo esserci fermati lungo la strada per comperare il pranzo al sacco. Ci dividiamo in più gruppi e ognuno sceglie i sentieri in base alle proprie capacità, ci rincontriamo per pranzo, ma veniamo assaliti da nugoli di insetti per cui torniamo all’ostello. Nel pomeriggio, una guida dello staff accompagna il gruppo lungo un sentiero in cerca di castori, io rimango in ostello: siamo un gruppo molto numeroso, e non particolarmente affiatato, io ho bisogno ogni tanto di isolarmi, questa mi sembra un’ottima occasione e mi godo queste due ore di solitudine.

Che tempo! Altra giornata veramente uggiosa. Il cielo è bigio e la costa, descritta con toni magnificanti dalla guida, in realtà non è un granché. Ci siamo divisi in due gruppi: Giampiero e Simone, insieme ad altri, sono andati al Mont Jacques Cartier, ma io di fare un’altra camminata nell’umido non me la sento proprio e proseguo con chi va direttamente all’ostello dove organizziamo una bella cena anche se la direttrice-gendarme è un po’ inquietante (bisogna mettere le pattine per girare nell’ostello!).

DALLE MILLE ISOLE A TORONTO

“Tappone” di circa 700km per andare ai Cantons de l’Est, ma non vale veramente la pena. Il paesaggio è piuttosto noioso, nonostante la magnificante descrizione della Lonely Planet sembrava di essere in una Svizzera di serie B. Ci fermiamo a dormire a Sherbrooke dove consumiamo una cena veramente orrenda (qui mangiano all’orario delle galline ed era ormai tutto chiuso).

Le isole “monofamiliari”

L’indomani meta Thousand Island in un paesaggio che continua ad essere il regno della mediocrità. Bello invece il panorama lungo il fiume S.Lorenzo che si restringe sempre più, è visibile ora la costa statunitense e si cominciano a vedere le prime isole.

Troviamo un buon albergo con piscina (nuovamente momenti di maretta nel gruppo). Piacevole passeggiata serale, cena anonima.

Dopo colazione andiamo all’imbarcadero per prendere il battello per le Thousand Island: bel giro tra le isole disseminate nel lago formato dal San Lorenzo, ce ne sono di microscopiche (dove c’è solo lo spazio di una casetta).

Tornati alla base, prima di partire per Toronto cerchiamo un posto sul lago dove fermarci a pranzare ma di fatto è impossibile trovarlo, è un luogo residenziale per ricchi e i pic nic non sono previsti!

Luna park: da Toronto alle cascate del Niagara

Ci muoviamo verso Toronto, l’ingresso in città è tipico da metropoli americana con lo skykine che emerge da un groviglio di strade sopraelevate. Salita alla CN Tower, cena e rientro in hotel in una Toronto by night chiassosa e piena di vita.

L’indomani partenza di buon mattino per arrivare nel posto meno affascinante e più pacchiano dove io sia mai stata: le cascate Niagara! Decisamente c’è poco da dire, siccome vogliamo farci del male, andiamo anche a Niagara On the Lake, millantata cittadina ottocentesca… una bufala!

Rientro a Toronto.

Mattinata dedicata a girovagare per la città e nel tardo pomeriggio aeroporto per il ritorno in Italia.

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