M41, la mitica strada del Pamir

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Partendo da Osh, la strada attraversa il Tajikistan passando dalla regione autonoma del Gorno-Badakhshan per poi oltrepassare Dushanbe, scendere verso l’Afghanistan, transitando per l’Uzbekistan, e terminare a Mazar-e Sharif. Lunga circa 1.600 chilometri, è la seconda strada internazionale più alta del mondo dopo quella del Karakorum raggiungendo i 4.655 m di altitudine al passo Ak-Baital.

Il tracciato della M41 è quello percorso da secoli da uno dei tanti rivoli della Via della Seta, ma è nel 1915 che venne costruito un primo pezzo (Dushabe-Khorog) del percorso moderno da ingegneri e operai deportati dallo zar dopo la loro partecipazione ai disordini di Tashkent del 1912: perirono tutti a causa delle condizioni proibitive nelle quali si trovarono a lavorare. Il completamento della strada è degli anni 1931-1934 ad opera dei sovietici per collegare la regione del Gorno-Badakhshan e del Pamir con il resto dell’Unione Sovietica ed M41 è il nome attribuito alla strada nel “Soviet time”.

Nonostante sia la principale via di comunicazione in queste aree, la strada è molto trascurata: gravemente danneggiata da erosione, terremoti, frane e valanghe, dopo il collasso dell’Unione Sovietica è oggetto di una manutenzione molto approssimativa. Percorsa ogni anno da decine di cicloamatori, in auto (rigorosamente 4×4) presenta alcuni tratti decisamente impressionanti, soprattutto se la direzione è “verso Osh” (quindi sul lato esterno) dato che ci si trova spesso a ridosso della ripida parete della montagna che si getta nell’impetuoso fiume Panji.

 

 

 

 
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