Come disegnare le supply chain del futuro: resilienti e smart

Nelle economie di questo mondo globalizzato, quelle che hanno mostrato tutta la loro grande fragilità a causa dell’emergenza Covid, con un impatto importante non solo nel 2020, ma che si protrarrà almeno nei primi 6 mesi del 2021, sono le supply chain.

In un’economia basata sullo spostamento della produzione là dove la forza lavoro costa meno, il problema è emerso con forza ben prima che l’emergenza sanitaria giungesse in Occidente. Buona parte delle filiere industriali italiane, per esempio, dalla meccanica, alla chimica, a quella tessile, per non parlare dell’high tech e dell’automotive hanno nella Cina uno dei principali fornitori di materie prime, semilavorati e componenti. La provincia di Hubei è uno dei maggiori centri di produzione di componentistica e di assemblaggio di automobili e Wuhan è considerata la capitale cinese dell’automotive. E anche quando le fabbriche cinesi e quelle delle aziende italiane dislocate in Cina hanno ripreso non lo hanno certo fatto a pieno ritmo. Le norme da rispettare sono rigidissime e al primo segnale di contagio, si torna a chiudere.

 

Continua a leggere su ZeroUno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *