“The Great Reset” all’insegna della sostenibilità

Ci sono alcuni momenti cruciali nella nostra civiltà (e dicendo “nostra” non do alcuna caratterizzazione sociale, politica, religiosa, geografica o economica, mi riferisco semplicemente a “noi” come esseri umani), momenti universali che segnano uno spartiacque, che separano il prima dal dopo.
Non mi riferisco a eventi che, seppur tragici e sconvolgenti come guerre, eccidi, carestie o la pandemia che sta così profondamente incidendo sulla nostra quotidianità, possono avere letture talmente diverse da non rappresentare snodi dal potere educativo per tutta l’umanità: la Storia, purtroppo, non insegna nulla, o meglio, l’uomo non è portato a imparare da essa.

Quelli a cui mi riferisco sono momenti in cui si esprimono punti di riferimento per l’essere umano; concetti, principi e intenti che, sebbene in alcuni casi risalgano a secoli fa, continuano a rappresentare valori essenziali dell’umanità. Valori che si cristallizzano in documenti come, per esempio, il Discorso di Pericle agli ateniesi del 461 a.C., la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789 e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948 che da quella deriva, la Dichiarazione dei diritti del fanciullo del 1923, la codificazione del reato di “crimine contro l’umanità” il cui iter giuridico, a partire dal 1945, è stato lungo e laborioso.

È il tempo di “The Great Reset” …perché “siamo tutti coinvolti”

L’ultimo documento, in ordine di tempo, che a mio parere si inserisce a pieno titolo in questo elenco è la Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2015, Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il cui spirito animatore è sintetizzato nel punto 50: “Anche oggi stiamo prendendo una decisione di grande importanza storica. Decidiamo di costruire un futuro migliore per tutte le persone, compresi i milioni a cui è stata negata la possibilità di condurre una vita decente, dignitosa e gratificante e raggiungere il loro pieno potenziale umano. Possiamo essere la prima generazione che riesce a porre fine alla povertà; così come potremmo essere l’ultima ad avere la possibilità di salvare il pianeta. Il mondo sarà un posto migliore nel 2030 se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi”.

 

Foto di Nate Hovee da Pexels

 

 

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