Gente in cammino

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di Malika Mokeddam  Gente in cammino

Gente in cammino

Discendente dai Tuareg, la “gente in cammino”, Malika Mokeddam è nata e cresciuta in un villaggio dell’Algeria meridionale, minacciata dall’integralismo islamico negli anni dell’università decide di emigrare in Francia dove diventa medico. Con questo libro riattraversa criticamente la propria vicenda personale e quella del suo paese. È in libro di cui mi sono rimasti impressi due passaggi in particolare. Il primo: “L’indipendenza fu proclamata il 3 luglio 1962. …Quel giorno tutti si alzarono presto…Bahya e Leyla si pavoneggiavano in splendide gonne con le sottogonne inamidate e gonfie. Camicie bianche, cinture e nastri rossi completavano il loro abbigliamento, con i colori intonati a quel giorno… La folla acclamava la vittoria, scandiva slogan, annunciava la nascita della libertà! Gli yu-yu delle donne fendevano le anime per depositarsi in esse come gioielli”. E il secondo, nel racconto datato ottobre 1962: “Lo scopo di tutte quelle barriere di immondizia costruite in fretta e furia era quello di nascondere le donne dagli sguardi dei vicini. All’indomani dell’indipendenza, la prima preoccupazione degli uomini fu quella di segregare, di nascondere le loro donne. Libertà, sì, ma non per tutti.”

Giunti, 1994, pp. 327

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