Uzbekistan – Informazioni sul Paese

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L’Uzbekistan, ufficialmente Repubblica dell’Uzbekistan, è uno Stato dell’Asia centrale. Capitale Tashkent.

POPOLAZIONE

34.312.801 abitanti al marzo 2022, per una superficie di 447.400 km2 (densità 76,7 abitanti per km2).

È un vero crogiolo di popoli dove gli uzbeki costituiscono di gran lunga il gruppo etnico principale (83,8%), seguiti da tagiki (4,8%), kazaki (2,5%), russi (2,3%) e caracalpachi (2,2%). Queste percentuali risentono però del fenomeno della uzbekizzazione forzata della società voluta dal Presidente Karimov, scomparso nel 2016: in sostanza molte persone si dichiarano di etnia uzbeka senza esserlo.

L’uzbeko (una lingua turca orientale) è la lingua ufficiale ed è parlata dalla maggioranza della popolazione. Vi è stato un tentativo dal 1991 di trascriverla mediante l’alfabeto latino, ma al momento viene utilizzato solo per i siti web, per la valuta locale, il som uzbeko e per i luoghi turistici e d’interesse più rilevanti (stazioni, ecc.); negli altri ambiti, soprattutto quello della stampa e della cartellonistica, è ancora ampiamente utilizzato l’alfabeto cirillico. Nella regione autonoma del Karakalpakstan ha status di lingua ufficiale, accanto all’uzbeco, il caracalpaco. Tra le lingue parlate dalle minoranze è importante il tagiko, diffuso ancora a Bukhara e a Samarcanda e collegato alla prestigiosa tradizione della letteratura persiana.

Il russo è la lingua interetnica e viene largamente usato, parallelamente all’uzbeko, nella vita comune, soprattutto nei grandi centri urbani e per la gran parte delle attività commerciali e governative.

Per quanto riguarda la religione, la maggioranza della popolazione è fedele all’Islam (circa 79%), per il 5% alla Chiesa russo ortodossa mentre il rimanente 16% professa altri credi religiosi.

STORIA

Storia antica

Durante l’Impero Achemenide (impero persiano che regna nell’Asia Centrale dalla metà del VI secolo a.C. fino all’invasione di Alessandro Magno nel 331 a.C.), i territori dell’attuale Uzbekistan fanno parte delle satrapie di Sogdiana e Corasmia. Dopo la conquista di Alessandro Magno, l’area entra a far parte degli stati partico e sasanide.

Medioevo

Nel Medioevo emerge per la prima volta l’elemento turco con la potenza qaraqanide (IX-XII secolo), che si rafforzerà dall’XI secolo a spese del regno persiano dei Samanidi. Questa verrà poi soppiantata dai Mongoli all’inizio del XIII secolo, che fonderanno il regno centroasiatico del Chagatay, peraltro rapidamente turchizzandosi nella lingua e nei costumi.

Successivamente, con l’emergere della figura di Tamerlano (seconda metà del 1300) che si riproponeva di rinnovare i fasti e le conquiste di Gengis Khan, Samarcanda diverrà uno dei grandi centri della civiltà timuride e dell’Asia Centrale musulmana.

I khanati

Dal XVI secolo, con la dinastia di origine mongola degli Shaybanidi il paese comincia a chiamarsi Uzbekistan e nella seconda metà del secolo la capitale viene spostata a Bukhara. Emergono successivamente due formazioni destinate a durare tra alterne vicende fino alla metà del XIX secolo: il Khanato di Khiva e il Khanato di Bukhara, spesso in conflitto tra loro, e dal Settecento si formerà, più a est, il Khanato di Kokand.

La regione è per tutta l’epoca dell’Impero Safavide (XVI secolo – metà del XVIII secolo) al centro di conflitti sia con i sovrani persiani sia, più tardi, con la nascente potenza russa. Nel XIX secolo, l’impero russo comincia la sua espansione nell’Asia centrale; ma a differenza di altri territori turchi centroasiatici (Kazakistan, Kirghizistan), Khiva e Bukhara non vengono subito annesse, diventando emirati vassalli della Corona Zarista.

Il Grande Gioco

Nel XIX secolo l’area è contraddistinta dal cosiddetto Grande Gioco, ossia il confronto geopolitico e militare tra Impero russo e Impero britannico, che si fa solitamente iniziare nel 1813 e finire con la convenzione anglo-russa del 1907.

Sebbene all’inizio del secolo Gran Bretagna e Russia fossero state alleate contro la Francia di Napoleone Bonaparte, ben presto tra le due potenze si scatenò la lotta per il controllo degli immensi territori tra i confini asiatici dell’Impero russo e l’India britannica, che fino ai moti indiani del 1857 faceva capo alla Compagnia delle Indie orientali, per poi appartenere direttamente alla corona britannica.

L’obiettivo dei russi, che erano alleati della Persia, era quello di far guadagnare al loro impero nuovi territori verso est e verso sud, con la conseguente apertura di nuovi mercati ed eventualmente anche di uno sbocco diretto sull’Oceano Indiano.

Gli inglesi avevano l’obiettivo di creare un cuscinetto tra Russia e India a difesa di quest’ultima, alleandosi o, se necessario, conquistando gli emirati dell’Afghanistan (in particolare Kabul e Herat, a lungo minacciata dai persiani) e i khanati del Turkestan (in particolare Khiva e Buchara, a lungo retta dal dispotico emiro Nasrullah Khan).

La rivoluzione bolscevica

Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917 segue una seconda fase dei rapporti con la Russia, con la creazione, dopo varie complesse vicende, della Repubblica bolscevica di Bukhara. In seguito, nonostante alcune prime resistenze ai bolscevichi, l’Uzbekistan entra a far parte dell’Unione Sovietica.

L’indipendenza dall’URSS

Il 1º settembre 1991 l’Uzbekistan dichiara la propria indipendenza, ma mantiene un governo autoritario con un presidente, Islam Karimov, già segretario generale del Partito Comunista uzbeko che rimane in carica dal 1991 al 2016 (anno della sua morte). Nonostante l’esistenza di un’Assemblea, nella quale dal 2007 sono presenti anche gruppi di opposizione, di fatto ogni decisione veniva presa da Karimov. Negli anni 2004-2005 il paese è stato sconvolto da furiose protese, in particolare nella valle di Fergana, duramente represse con l’accusa di supportare l’integralismo islamico.

Il video di seguito descrive molto bene il periodo Karimov.

La “normalizzazione”

Nonostante la prima elezione (dopo la morte di Karimov) che lo ha portato alla presidenza sia stata criticata dal punto di vista della correttezza dalle organizzazioni internazionali, Shavkat Mirziyoyev si è rivelato promotore di un netto cambiamento di rotta rispetto al passato intraprendendo un percorso di liberalizzazione in ambito politico e sociale (pur consolidando il proprio potere) con una crescente libertà di espressione. Mirziyoyev è stato confermato per altri 5 anni con le elezioni del 2021.

Dal punto di vista internazionale, l’Uzbekistan sta normalizzando le relazioni con Kirghizistan, Turkmenistan e Tajikistan (con ciascuno dei quali ci sono state negli anni varie problematiche) e sta rafforzando le relazioni con la Cina. Dopo un raffreddamento delle relazioni dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, si stava assistendo a un riavvicinamento tra Mosca e Tashkent, ma l’attacco della Russia all’Ucraina nel febbraio 2022 ha provocato un nuovo allontanamento (a questo proposito vedi Attacco all’Ucraina: Taškent prende le distanze da Mosca).

INFORMAZIONI PRATICHE

Per informazioni pratiche e aggiornate sulla situazione del paese dal punto di vista sanitario e della sicurezza, visitare la pagina del Uzbekistan del sito Viaggiare sicuri della Farnesina.

ORDINAMENTO DELLO STATO

L’Uzbekistan è una repubblica costituzionale presidenziale. La Costituzione dell’Uzbekistan, che risale all’ 8 dicembre 1992, prevede un sistema presidenziale con separazione dei poteri tra i rami esecutivo, legislativo e giudiziario. Il potere legislativo è esercitato dalle due camere dell’Oliy Majlis. Il potere giudiziario è esercitato dalla Corte suprema, dalla Corte costituzionale e dalla Corte economica superiore.

Il potere esecutivo è esercitato dal governo e dal primo ministro dell’Uzbekistan. Il presidente è il capo di Stato ed è eletto con voto popolare per un mandato di cinque anni. La vita politica del paese è tuttavia dominata dal presidente e dal governo centralizzato che insieme esercitano un controllo quasi completo sugli altri rami.

ECONOMIA

Trascinato nella crisi economica seguita alla dissoluzione dell’URSS, l’Uzbekistan si è gradatamente ripreso a partire dal 1996 con tassi di crescita del 4%, conun ulteriore balzo in avanti a partire dal 2005. Grazie alle abbondanti riserve di gas e all’aumentata capacità estrattiva, quello energetico è il principale settore industriale

PATRIMONI DELL’UMANITÀ IN UZBEKISTAN

A oggi questi sono i siti attualmente inseriti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

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