15 Ottobre 2026
Lione - Trompe l'oeil a place des Tapis Apertura

Lione è stata per me una rivelazione. C’ero stata anni fa per lavoro e ne avevo un ricordo vago. Terza città della Francia, situata alla confluenza del Rodano e della Saona, Lione è veramente magnifica.

Lione
Lione

La città si compone di quattro grandi zone: la Vieux Lyon, la parte più antica della città che si estende tra la collina di Fourvière e la Saona; la Fourvière, chiamata anche la collina che prega, per la presenza della grande basilica; la Croix- Rousse, o la collina che lavora, per la sua storia operaia nell’industria tessile; la Presqu’Ile, la penisola creata dall’incrocio dei due fiumi, Rodano e Saona,

Prima di addentrarmi nell’illustrazione delle cose da non perdere a Lione, due piccole note pratiche.

La prima riguarda l’albergo, noi abbiamo alloggiato all’Inter-Hotel de la Loire  (Hotelo Lyon Ainay 19 Cr de Verdun Gensoul): ha un ottimo rapporto prezzo/prestazioni ed è molto comodo per girare a piedi e con i mezzi pubblici (modo consigliato per visitare la città) perché è vicino alla principale stazione di bus/tram inoltre, per chi vi arriva in auto, ha una convenzione con il parcheggio di fronte che consente di lasciare l’auto a una cifra ragionevole per i giorni del soggiorno (a Lione è impossibile parcheggiare gratuitamente per strada).

La seconda riguarda l’ufficio del Turismo, consiglio vivamente di consultare il sito prima di visitare la città per verificare tutte le opportunità offerte.

Di seguito una mappa dei percorsi che abbiamo seguito.

La Città Vecchia: intrico di vicoli e piazzette

Il giro della città non può che iniziare dalla Città Vecchia la cui caratteristica principale è il labirinto di vicoletti e stradine, collegati dai traboules scorciatoie, vicoli nascosti, passaggi pedonali interni che consentono di transitare da una strada all’altra, attraversando uno o più edifici. In città ve ne sono quasi 300 e nascondono curiosità architettoniche come scale a chiocciola, facciate o gallerie, cortili interni.

Che cosa sono i traboules?

La crescita repentina della popolazione durante il Rinascimento portò alla rapida espansione edilizia di Lione e gli edifici vennero costruiti uno addossato all’altro, con un conseguente caos urbano. Per agevolare la vita ai cittadini, ed evitare loro lunghe deviazioni per giungere alla Saona (unica fonte di acqua dolce), furono creati dei passaggi tra i diversi edifici, i traboules appunto.

Più tardi, a metà del XIX secolo, il commercio della seta iniziò a prosperare nel quartiere Croix Rousse di Lione. I lavoratori della seta (o Canuts) avevano bisogno di percorsi rapidi, e al riparo dalla pioggia, per portare i loro prodotti al fiume, importante via di comunicazione, e quindi numerosi traboules vennero creati anche in questa zona.

Nel corso della storia, inoltre, i traboules hanno avuto importanti ruoli strategici: come rifugio durante guerre e rivolte, oppure come sede operativa della resistenza di Lione durante la Seconda Guerra Mondiale, dal momento che i nazisti erano all’oscuro di questi passaggi segreti.

Non sono facilissimi da individuare, in questo articolo segnalo quelli più famosi, ma se si vuole essere certi di non trovarli chiusi e, addirittura, di non riuscire a trovarli si possono fare visite guidate. L’Ufficio del Turismo in Place Bellecour offre una mappa gratuita per individuare le corti e i traboules visitabili e fornisce informazioni sulle visite guidate.

Passeggiando nella Città Vecchia

In questo articolo fornisco un breve percorso, ma è anche molto gradevole perdersi nei vicoletti della Vecchia Lione senza una meta precisa e farsi stupire dalle meraviglie che via via appaiono.

Se vogliamo andare per ordine, non si può che partire dalla Cattedrale Saint-Jean Baptiste costruita tra il XII e il XV secolo e che ha avuto un ruolo centrale in alcuni eventi storici francesi, come il matrimonio tra il re Enrico IV e Caterina de’ Medici: da notare le vetrate e il rosone centrale nonché, all’interno, l’orologio astronomico, risalente alla fine del XVI secolo, che conserva i suoi meccanismi originali, riportando con precisione la data, le posizioni della luna, del sole, della Terra di ogni anno.

Lione - Cathédrale Saint Jean
Lione – Cathédrale Saint Jean

Imboccando rue Saint Jean si arriva all’incrocio con rue Sainte Croix dove si può ammirare la Maison du Chamarier. Con una struttura originale risalente al XIII secolo, la Casa, nel suo aspetto odierno, è stata edificata nel 1498 per Chamarier, un supervisore finanziario al servizio del vescovo della Cattedrale di Lione e custode delle chiavi delle porte del recinto canonico, nonché riscossore delle tasse durante le fiere a partire dal XV secolo. Ricostruita nel XVI secolo, presenta una scala a chiocciola di stile gotico, imponente e finemente decorata. L’entrata della torre, che contiene la scalinata, è sormontata da un baldacchino con pinnacoli che ricordano gli ingressi delle chiese gotiche.

Riprendendo rue Saint Jean si incontra la Maison des Avocats, on la magnifica facciata ad archi con ben 24 colonne, che oggi ospita il Museo del Cinema e delle miniature: l’edificio si estende su 5 piani e vanta 2000m² di esposizione permanente.

Lione - Maison des Avocats
Lione – Maison des Avocats

Poco più avanti il Museo Gadagne che accoglie due strutture museali: il Museo della Storia di Lione e il Museo delle Marionette. Il Museo si trova nell’Hotel de Guadagne, un edificio che presenta un’architettura tipica del Rinascimento di Lione, con un grande cortile, scale a vista, camini monumentali e decorazioni del XV e XVI secolo e con giardini terrazzati.

Torniamo ora sui nostri passi e al 54 di rue Saint Jean ci imbattiamo nel Longue Traboule, il traboule più lungo di Lione. La porta sembra quella di un appartamento, ma se si spinge si entra in una piccola passerella ad arco piuttosto bassa che si apre su un cortile nascosto, proseguendo si sbuca al 27 di rue du Boeuf.

Lione - All'interno di un traboule
Lione – All’interno di un traboule

A pochi passi, al 22 di rue du Boeuf si trova la Tour Rose, una torre rinascimentale del XVI secolo che deve il proprio nome al suo colore rosa-arancio.

Lione - Tour Rose

Dopo esserci goduti ancora un po’ vicoli, vicoletti, piazzette e cortili possiamo tornare al nostro punto di partenza da dove raggiungeremo la prossima tappa, la collina di Fourvière. Possiamo scegliere se intraprendere la lunga, e faticosa, salita con la grande scalinata o prendere la Funicolare che parte dalla fermata del metrò Vieux-Lyon.

La magnifica vista dalla collina di Fourvière

Arrivati in cima si gode di un’ottima vista che abbraccia tutta la città di Lione e spazia fino al Monte Bianco.

La Basilica di Notre-Dame de Fourvière è, per i miei gusti, la meno interessante delle svariate chiese lionesi. Costruita nel 1870, racchiude una ricchissima decorazione interna ed esterna, in particolare un ciclo di mosaici che rappresentano la storia della Vergine nella storia di Francia e della Chiesa.

Lione - Basilique Notre Dame de Fourviere interni
Lione – Basilique Notre Dame de Fourviere interni
Lione - Basilique Notre Dame de Fourviere
Lione – Basilique Notre Dame de Fourviere

L’altro sito di interesse su questa collina è il Museo gallo-romano di Fourvière dove si possono vedere i resti di due teatri gallo-romani risalenti a 2000 anni fa. Il primo, il Grand Théâtre, costruito nel 15 a.c. dall’imperatore Augusto, è il teatro più antico di tutta la Francia; ingrandito poi dall’imperatore Adriano, la sua capacità arrivò a 10.000 posti. Il secondo teatro, l’Odeon, è più piccolo, con solo 3.000 posti a sedere: veniva infatti utilizzato solo da oratori, politici, poeti e musicisti, un luogo di incontro per l’élite intellettuale della città.

Comunque il motivo principale per cui vale la pena salire sulla collina è la vista panoramica.

La Presqu’île, alla confluenza tra Saona e Rodano

Presqu’île è il quartiere che, come dice la parola stessa, si trova sulla penisola formata dalla confluenza dei due fiumi di Lione, la Saona e il Rodano. La visita alla Presqu’île può iniziare da Place des Terraux, ai piedi del quartiere Croix Rousse, una piazza circondata da begli edifici del XVII secolo, come l’Hôtel de Ville (il palazzo del Municipio di Lione), il Musée des Beaux-Arts, ricca galleria che ospita opere di Renoir, Monet e Cézanne, il Teatro dell’Opera di Lione. La piazza è dominata dalla maestosa fontana realizzata da Frédéric-Auguste Bartholdi, uno dei progettisti della Statua della Libertà.

Lione - Hotel de ville
Lione – Hotel de ville

Dalla piazza partono anche diversi traboules che collegano questa parte della città con il quartiere operaio Croix Rousse, uno di questi si trova all’angolo tra Place des Terreaux e Sainte-Marie-des-Terreaux.

Proseguendo la nostra passeggiata, imbocchiamo rue Mercière con i suoi bar e piccoli ristoranti; girando poi a sinistra in rue Grenette si arriverà al Palais de la Bourse, noto anche come il palazzo del Commercio. Costruito tra il 1856 e il 1860, il palazzo rappresenta un ottimo esemplare dell’architettura neorinascimentale disegnato dagli architetti René Dardel e Auguste Monvenoux. Originariamente, pensato per unire funzioni diverse come musei, magazzini, e sedi di borse merci, oggi è la sede della Camera di Commercio e Industria di Lione.

Si prosegue poi per rue de la République, via dello shopping, Place des Jacobins, la via pedonale Victor Hugo, Place des Célestins dove si trova il teatro omonimo per arrivare a Piazza Bellecour, la più grande piazza pedonale d’Europa, con al centro la statua di Luigi XIV a cavallo e, poco più avanti quelle del Piccolo Principe e di Antoine de Saint-Exupéry.

L’ultima, imperdibile, visita di questo quartiere è per il Musée des Confluences, per raggiungere il quale vi consiglio però di prendere un mezzo pubblico.

Lione - Museo della Confluenza
Lione – Museo della Confluenza
Lione - Museo della Confluenza particolare
Lione – Museo della Confluenza particolare

La Confluences è il quartiere ultramoderno di Lione, situato alla confluenza dei fiumi Rodano e Saona: ex distretto industriale con molte fabbriche, è stato completamente riqualificato, per trasformarsi in un eco-quartiere con negozi, uffici e abitazioni di design. Il Museo meriterebbe una visita anche solo per la sua architettura futuristica, trovandosi proprio alla confluenza tra i due fiumi dalle sue terrazze si gode di una vista particolare e sembra di stare sulla prua di una nave. Le mostre permanenti sono molto ben fatte e interessanti spaziando dalle origini della vita, del mondo, ai rapporti tra l’uomo e gli altri esseri viventi, alle rappresentazioni della morte e le civiltà create dall’uomo.

Lione - Confluenza tra Soana e Rodano
Lione – Confluenza tra Soana e Rodano

Croix rousse il quartiere operaio

La Croix-Rousse era il quartiere dei canut, gli operai delle industrie della seta, caratterizzato dalla sua tradizione operaia e si trova sulla collina di fronte alla Fourvière. Molti edifici del quartiere sono stati costruiti appositamente per ospitare le immense macchine per tessere, con soffitti alti ed enormi finestre. Nel tempo si è trasformato in un luogo di cultura ricca e variegata e oggi è uno dei quartieri più ricchi di arte urbana, oltre a racchiudere alcuni dei traboules che consentivano ai canut di raggiungere agevolmente il fiume.

La collina si può raggiungere percorrendo le varie strade che risalgono la collina, quella più scenografica è la Montèè della Grande Cote, abitata per secoli dai canut. Ma andiamo per ordine.

Possiamo iniziare il nostro giro da rue de la Martinière 11 dove si trova il Fresque des Lyonnais, un trompe-l’oeil nel qual è immortalata una selezione di 30 personaggi storici che hanno contribuito allo sviluppo di Lione: Saint Exupéry, Edouard Herriot, Paul Bocuse, i fratelli Lumière e molte altre figure in posa, ciascuno sui rispettivi balconi.

Risalendo per rue Sergent Blandan e il suo proseguimento, rue de Capucins, al n. 3/5 di quest’ultima l’attraversamento di un traboule consente di arrivare a rue René Leunaud da dove si può raggiungere la Escalier Mermet, piuttosto ripida ma splendidamente dipinta.

Il passo successivo è il traboule della Cour des Voraces, il più famoso di Lione, luogo simbolo delle rivolte dei lavoratori della seta ed è piuttosto complicato perché si snoda attraverso una serie di condomini che collegano tre strade (i tre ingressi sono: 9 Place Colbert ,14 Montée Saint-Sébastien, 29 Rue Imbert Colomes).

In place des Tapis, l’Association Mur 69 ha realizzato una serie di murales che si susseguono su una parete di 120 m2, ma l’apoteosi del trompe l’oeil è il Mur des Canuts (36 Bd des Canuts). Si ha la percezione che sia una parete dipinta solo quando si è molto vicini e, anche in questo caso, finestre e gru sullo sfondo continuano a sembrare reali. Realizzato nel 1987 l’affresco, che rappresenta la vita quotidiana del quartiere, viene regolarmente aggiornato, per corrispondere ai cambiamenti sia in termini di edifici che di personaggi raffigurati. Per documentare i mutamenti nel corso degli anni, si sono succedute ben tre versioni del tromp l’oeil, e in tutte e tre è presente la famiglia Carbonare. Vicino all’opera è presente una mostra che ne documenta le varie fasi di realizzazione.

Lione - Trompe l'oeil a place des Tapis
Lione – Trompe l’oeil a place des Tapis
Lione - Parete, prima del trompe l'oeil in place des Tapis
Lione – Parete, prima del trompe l’oeil in place des Tapis

La nostra visita al quartiere operaio si conclude alle Escaliers Prunelle, le scale di rue Prunelle che l’artista Genaro Lopez ha trasformato in una tavolozza di colori

Il paradiso della gastronomia

Infine, Lione è il paradiso della gastronomia e Les Halle Paul Bocuse ne sono l’epicentro.

Il primo mercato coperto di Lione nacque nel 1859 in plce des Cordeliers riunendo, all’interno di un padiglione in metallo e vetro, bancarelle che solitamente sostavano all’aperto. Nel 1971, ormai diventata una delle capitali della gastronomia, vengono aperte, nel quartiere Part Dieu, Les Halles de Lyon su un’area di 13.500 m2 sviluppate su tre piani. Nel 2004 viene intrapreso un grande progetto di rinnovamento e ristrutturazione e nel 2006 viene inaugurato questo paradiso della gastronomia cui il cuoco più famoso di Francia, Paul Bocuse, offre il proprio nome.

Les Halles de Lyon-Paul Bocuse riunisce oggi 56 commercianti (casari, panettieri, cioccolatieri, pasticceri, salumieri, orticoltori, ma anche macellai, pescivendoli e commercianti di vino). Oltre ad esserci alcuni ristoranti, la vera goduria è fermarsi alle diverse bancarelle (che hanno spesso uno o due tavoli a disposizione) e consumare sul posto le delizie proposte.

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